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mercoledì 9 maggio 2012

Recensione: Hunger Games di Suzanne Collins

Hunger Games di Suzanne Collins
Titolo: Hunger Games
Titolo originale: The Hunger Games
Autrice: Suzanne Collins
Serie: The Hunger Games Series n.1
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 376
Prezzo: EUR 14,90
ISBN: 9788804621614
Data di pubblicazione: 01/03/2012

Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience.
Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.
Hunger Games è un libro unico che combina straordinariamente azione, amore e amicizia. È un pugno nello stomaco, una storia che lascia aperte molte inquietanti domande.


La mia opinione...
Il mio approccio con questo romanzo è molto particolare e spero di riuscire a spiegarmi bene.
Hunger Games appartiene al genere distopico e, nonostante abbia letto solo un altro libro di questo genere, Matched, e nonostante quest’ultimo mi sia piaciuto tantissimo, devo dire che non è propriamente il mio genere preferito dato che, parlando sinceramente, mi provoca un notevole stato d’ansia.
Ammetto che se non ci fosse stato tutto questo boom per l’uscita del film quasi sicuramente non mi sarei avvicinata a questo romanzo nonostante in molti me ne avessero consigliato la lettura. All’inizio, anzi, avevo deciso di guardare il film e di dedicare il mio tempo a libri appartenenti a generi che sono più nelle mie corde, poi però la lettrice compulsiva che è in me ha avuto il sopravvento e qualche giorno fa sono andata nelle mia libreria di fiducia e senza pensarci due volte sono uscita tutta felice con la mia copia in mano.
Cover 1^ ed. 2009
Una volta a casa ho cominciato a leggere e adesso che l’ho finito mi trovo in serie difficoltà a recensirlo perché se da una parte l’ho trovato superlativo dall’altra è stato un vero e proprio cazzotto nello stomaco per me, ma andiamo con calma.
Alle volte mi stupisco di cosa le menti umane riescono a partorire in certi frangenti e non mi sto riferendo all’autrice, ci mancherebbe altro a cui anzi va il merito per aver creato una storia di questa portata, ma proprio delle menti malate di Capitol City che per mantenere sotto controllo i 12 Distretti da cui è circondata ha creato questi ‘Giochi della Fame’, appunto gli Hunger Games, in cui un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni vengono sorteggiati in ciascun Distretto e mandati a combattere fino all’ultimo sangue.
Ora… l’aggettivo che mi ha accompagnato per tutta la lettura è stato: ALLUCINANTE!
Giuro più andavo avanti e più rimanevo letteralmente allibita da tutto: le reazioni che gli abitanti di Capitol City hanno nei confronti di questi giochi barbari lasciano a bocca aperta. Loro vivono questo evento come una festa, come se i Tributi (già questa parola riferita a degli essere umani mi fa venire i brividi) dovessero essere felici di partecipare a questo reality in cui lasceranno le penne.
Vogliamo poi parlare della frase: “E possa la buona sorte essere sempre a vostro favore” che mi sembra una presa per i fondelli di dimensioni cosmiche.
Tutto ciò ha scatenato notevoli ondate di rabbia durante la lettura e con questo, potrebbe sembrare strano, introduco gli aspetti positivi di questo romanzo.
Suzanne Collins infatti ha scritto un romanzo quasi unico nel suo genere.
Il mondo che ha creato coinvolge, risucchia all’interno senza possibilità di fuga. Lo stile che usa fa vivere al lettore le vicende che si svolgono via via rendendolo non più solo spettatore ma bensì protagonista in prima linea. Da quando i miei occhi si sono posati sulla prima riga del libro sono stata a dir poco ossessionata su come poteva andare a finire e quando una storia mi fa questo effetto per quanto mi riguarda significa che l’autore ha fatto veramente un gran bel lavoro!
Che altro dire? Bhè si… consigliatissimo!!!
  
Giudizio finale:

Cover originale

The Hunger Games Series

1. The Hunger Games, 2008 / Hunger Games, 2009
2. Catching Fire, 2009 / La Ragazza in Fiamme. Hunger Games, 2010
3. Mockingjay, 2010 / Il Canto della Rivolta, previsto per il 15 Maggio 2012

L'autrice
Suzanne Collins, nota autrice statunitense, vive nel Connecticut con la sua famiglia e due gatti selvatici. L'idea degli Hunger Games - i giochi della fame - si è fatta strada nella sua mente mentre faceva zapping tra le immagini dei reality show e quelle della guerra vera. I suoi libri sono tradotti in 40 paesi e continuamente ristampati: negli Stati Uniti ha raggiunto i 16 milioni di copie. Un vero caso editoriale, tanto che la rivista "Time" ha nominato Suzanne Collins tra le 100 più influenti personalità della cultura.

Sito Ufficiale di Suzanne Collins

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