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giovedì 6 dicembre 2012

Recensione: Incarceron. La Prigione Vivente di Catherine Fisher

Ecco cosa penso di uno dei libri più complessi e particolari che abbia avuto il piacere di leggere ultimamente!

Inoltre ci tengo molto a ringraziare la casa editrice Fazi per avermi inviato una copia del romanzo! ^_^ 


Un romanzo che ha venduto 300.000 copie negli USA

Fox 2000 ne girerà un adattamento cinematografico e il ruolo del protagonista è stato affidato a Taylor Lautner, star della Twilight Saga.

Incarceron. La Prigione Vivente di Catherine Fisher


Titolo: Incarceron. La Prigione Vivente
Titolo originale: Incarceron
Autrice: Catherine Fisher
Serie: Incarceron n.1
Editore: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 382
Prezzo: EUR 14,90
ISBN: 978-8876251283
Data di pubblicazione: 31/10/2012


Trama

Incarceron è una prigione avveniristica e invisibile, dove i discendenti dei prigionieri originari vivono in un mondo oscuro scosso da rivalità e violenze. È un incrocio di inquietanti tecnologie, un edificio vivente, un Grande Fratello vendicativo e sempre in guardia, corredato di camere di tortura, sotterranei e passaggi segreti.

In questo luogo un giovane prigioniero, Finn, ha delle visioni della sua vita precedente e non riesce a convincersi di essere nato e cresciuto lì.

Nel mondo esterno Claudia, figlia del direttore di Incarceron, è intrappolata in un altro tipo di prigione – un universo tecnologico ma costruito con meticolosa cura affinché appaia come un’epoca antica – dove l'attende un matrimonio combinato con un ricco playboy che lei odia.

Arriverà un momento in cui Claudia e Finn, contemporaneamente, troveranno un oggetto, una chiave di cristallo, attraverso la quale potranno parlarsi. E allora sarà solo questione di tempo prima che i due mondi, finora separati dagli spessi muri di Incarceron, entrino in contatto…


La mia opinione...
 Incarceron. La prigione vivente. Mai titolo fu più azzeccato!
I punti di forza di questo romanzo sono senz’altro l’ORIGINALITA’ della trama e la GENIALITA’ che mostra l’autrice. Si perché la mente di Catherine Fisher è riuscita a partorire una cosa che lascia a bocca aperta e che si differenzia da tutto ciò che potremmo trovare in circolazione nelle librerie!

La prima scena che ci troviamo di fronte già di per sé denota un qualcosa di particolare … siamo all’interno di un mondo chiuso, in cui non si riesce a vedere la luce naturale ma solo una illuminazione artificiale che denota una certa tecnologia … ma allo stesso tempo i personaggi viaggiano su carrozze e usano spade come armi. Ci troviamo perciò di fronte a un mondo che mischia il moderno e il passato in un modo anomalo … in un mondo che, lo ammetto, per quanto ne fossi intrigata, ho fatto fatica a capire.
Non può essere considerata una lettura per così dire … leggera. L’autrice utilizza un linguaggio particolare, non facile. E adesso che mi accingo a scrivere la mia opinione mi rendo conto che non è facile neppure spiegare bene la storia senza fare spoiler. Ci sono tantissime cose da dire ma rischierei di rivelare troppo, cosa che non voglio assolutamente fare.

Partiamo con calma e vediamo di analizzare i vari aspetti a 360°.
Il romanzo segue due punti di vista che si intervallano a vicenda nei vari capitoli. Uno appartiene a Finn, un ragazzo apparentemente nato all’interno di Incarceron e che è anche un visionario, uno Starseer, come lo chiamano i suoi pseudo amici che però non ha ricordi se non degli ultimi tre anni che ha trascorso nella prigione vivente.
L’altro punto di vista è quello di Claudia, una ragazza ricca che apparentemente possiede tutto ciò che una giovane donna può desiderare e che è stata promessa niente di meno che al principe del regno e che chiaramente si trova ‘fuori’ da Incarceron.
I due, che apparentemente non potrebbero avere meno cose in comune di così, cominciano a parlarsi fugacemente e a progettare la fuga di Finn dalla prigione. Il tutto viene arricchito da un complotto di corte che, aihmè, non introduce neppure un pizzico di mistero poiché non appena viene in qualche modo raccontato un retroscena fondamentale si capisce praticamente in un istante quale sarà l’esito del romanzo.

Passiamo a parlare dello stile che, come ho accennato prima, non è dei più semplici.
Alle volte la descrizione è minima. Ho brancolato nel buio non riuscendo a orientarmi e a mettere a fuoco ciò che avevo di fronte e questa caratteristica l’ho notata principalmente nelle parti relative a Finn. Altre volte invece, specie quando si segue il punto di vista di Claudia, l’autrice descrive così minuziosamente gli interni da portarseli figurare quasi alla perfezione di fronte agli occhi.
Ora … ammetto che la mia prima sensazione di fronte a questa stravagante scelta stilistica è stata di smarrimento totale.
Ma adesso che ho finito il libro e ho una visione d’insieme sicuramente più completa penso di aver capito, o almeno lo spero, il motivo di tale comportamento. L’autrice infatti sembra voler sottolineare la mancanza di aria, di luce, la sensazione di soffocamento che si ha all’interno di Incarceron e ha cercato di trasmettere tutto ciò attraverso la mancanza di descrizioni.

I personaggi sono ben delineati e non solo i protagonisti effettivi, ma anche quelli secondari.
Finn è quello che sicuramente rimane più simpatico … il buono della situazione … sempre pronto ad aiutare il prossimo anche se questo può andare a discapito della sua stessa vita. Direi che forse è l’unico personaggio totalmente positivo che troviamo nel nostro percorso.
Keiro nonostante sia un briccone di prima categoria … un egoista che pensa sempre al proprio tornaconto … è riuscito a strapparmi un sorriso più di una volta.
Claudia … ehm … per carità! Simpatica come un cazzotto nei denti! Non mi piace! Anche se pure lei possiede un certo spessore l’ho trovata petulante, lagnosa …

Tirando le somme … Il libro in generale è di una complessità tale che non posso fare altro che complimentarmi con l’autrice che ha saputo giostrare alla perfezione una prigione in cui carne e metallo si combinano, in cui niente resta inutilizzato, in cui si è costantemente sotto gli occhi rossi di questa bestia immane che prende il nome di Incarceron.


Giudizio finale:meno meno



Cover originale

La Serie di Incarceron

1. Incarceron, 2007 / Incarceron. La Prigione Vivente, 2012
2. Sapphique, 2008

L'autrice
Catherine Fisher, inglese, è un’autrice di bestseller che ha più volte raggiunto i primi posti della prestigiosa classifica del New York Times. Secondo l’Indipendent è «una delle migliori scrittrici fantasy di oggi».

Sito Ufficiale di Catherine Fisher

3 commenti:

  1. Sono proprio curiosa di leggerlo! Questa cosa della confusione iniziale che ho letto anche in altre recensioni mi incuriosisce non poco :P

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    Risposte
    1. Si all'inizio per me è stato difficoltoso capire di cosa stavano parlando i personaggi... però poi si riprende alla grande! ;-)

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  2. Mi rendo conto che commentare su questo post dopo tanto tempo può sembrare strano, ma volevo segnalati, nel caso ti interessasse, che ho contattato Catherine Fisher e ne ho ottenuto un’interessante intervista che ho pubblicato oggi sul mio blog. Mi farebbe piacere condividerla con te e con tutti i lettori di Catherine. Ciao
    Questo è il link: http://insidetheobsidianmirror.blogspot.it/2014/01/intervista-catherine-fisher.html

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